Aquarius, Cgil Lecco: "Non si interrompa la politica dell'accoglienza"

Posted: 12 Giugno 2018
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Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro di Lecco riunito martedì 12 giugno 2018, esprime la più grande indignazione e la più ferma condanna verso la posizione assunta dal Governo italiano e dal ministro dell’Interno Matteo Salvini di chiudere i porti del nostro paese di fronte alla richiesta di attracco proveniente dalla nave Aquarius con a bordo 629 migranti raccolti in mare.

Su quella nave vi sono bambini, donne incinte, minori non accompagnati, donne e uomini già probabilmente vittime di violenze durante il loro lungo viaggio nel continente africano e in Libia ed ora bloccate in mezzo al mare, con scarsità di acqua e cibo. Essi chiedono di essere soccorsi e posti in salvo.

Le regole del diritto internazionale e marittimo, la Carta dei diritti universali dell’uomo, la Costituzione italiana ed il più elementare senso di umanità impongono a chiunque in casi del genere una risposta di soccorso ed accoglienza.

La scelta dichiarata del Governo italiano di utilizzare questo rifiuto come mezzo di pressione sugli altri paesi dell’Ue è indecente, ed esprime un livello di razzismo e xenofobia che non rappresenta il popolo italiano e la sua storia.

La disponibilità manifestata dalla Spagna ad accogliere la nave, non costituisce una vittoria del Governo italiano, ma la giusta risposta alla preoccupazione di evitare “una catastrofe umanitaria e offrire ‘un porto sicuro’ a queste persone.

Per queste ragioni, il Comitato Direttivo,

  • chiede che non venga interrotta quella politica di accoglienza e soccorso che ha caratterizzato fino ad oggi la collocazione del nostro paese nel Mediterraneo
  • esprime il proprio sostegno a tutti quei sindaci delle città portuali italiane che in queste ore hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere la nave Aquarius e prestare i necessari soccorsi”;
  • dichiara fin da ora la propria disponibilità ad aderire alle iniziative a tutti livelli che saranno organizzate per contrastare questa deriva razzista che sta caratterizzando sempre più le politiche sull’immigrazione del nostro Paese e dell’intero continente.

 

 

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