Federconsumatori, buoni fruttiferi postali: notizie per i risparmiatori

Posted: 11 Aprile 2019
Categoria News , News Home

Sono molte le richieste di informazioni ed assistenza da parte dei cittadini che hanno investito i propri risparmi in buoni fruttiferi postali. Una battaglia che da tempo vede coinvolta Federconsumatori, impegnata a tutelare il diritto dei cittadini ad ottenere i rendimenti originariamente previsti sul retro del titolo e indicati al risparmiatore al momento della sottoscrizione.

Dopo un originario pronunciamento risalente al 2007 in cui la Corte affermò che sottoscrivere un buono equivale a un contratto, pertanto questo non può essere modificato in itinere, la nuova sentenza della Cassazione a Sezioni Unite ha radicalmente capovolto la situazione. Ha infatti stabilito che, per i buoni sottoscritti prima del 1999, il tasso di interesse può essere modificato, anche in modo retroattivo, tra l’altro senza obbligo di informativa al risparmiatore.

Resta, però, per l’investitore la possibilità di recedere dal contratto, incassando quanto spetta secondo il tasso di interesse originario e più vantaggioso.

“Tale pronunciamento a nostro avviso risulta alquanto contraddittorio e non del tutto rispettoso del diritto del risparmiatore a ricevere informazioni chiare e corrette sui propri investimenti – afferma Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori –. Per questo stiamo valutando se sussistono gli estremi per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Europea”.

Ad aggravare la situazione contribuisce il fatto, che non è stato minimamente considerato dalla Corte di Cassazione, che Poste Italiane è oggi un soggetto di diritto privato, che non può più essere equiparato ad un Ente pubblico.

“Prendiamo atto della sentenza della Suprema Corte, ma constatiamo anche che ci saranno effetti negativi sui risparmiatori – spiega Marco Brivio, consulente legale di Federconsumatori Lecco -. Sono molti infatti ad aver chiesto aiuto in questi anni alle associazioni di consumatori per vedere riconosciuti i propri diritti contro Poste Italiane”.

 

 

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