Fiom, sciopero per il contratto. "Vogliamo migliorare le condizioni di lavoro"

Posted: 3 Novembre 2020
Categoria Federazioni di categoria , FIOM , Iniziative , News Home

È passato esattamente un anno dalla presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto Federmeccanica Assistal. Ma le trattative non proseguono e per questo Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno deciso di indire uno sciopero di quattro ore a fine turno che si terrà nella giornata di giovedì 5 novembre, esattamente un anno dopo la presentazione della piattaforma contrattuale. Contestualmente ci sarà un presidio (composto da una delegazione ristretta delle tre sigle sindacali), alle 14, sotto la sede di Confindustria a Lecco, rispettando tutte le norme previste dai decreti che tutelano la salute in piena emergenza sanitaria.

Uno sciopero molto importante per il territorio, vista la moltitudine di lavoratrici e lavoratori a cui è applicato questo contratto. La mobilitazione dei metalmeccanici segue una grande campagna informativa nei luoghi di lavoro. I punti centrali delle richieste dei metalmeccanici sono: difesa dell’occupazione e il rilancio dell’industria metalmeccanica; l’aumento del salario, il mantenimento del welfare, dei diritti e delle tutele; la salute e la sicurezza dei lavoratori; la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l’introduzione della clausola sociale nei cambi appalti; il riconoscimento delle competenze professionali.

“Le nostre richieste arrivano direttamente dalle lavoratrici e dai lavoratori – afferma Maurizio Oreggia, segretario generale Fiom Cgil Lecco –. Oltre alla centralità dell’aspetto salariale, ci sono tutta una serie di elementi che cercano di migliorare le condizioni nei luoghi di lavoro. Il rinnovo contrattuale parte da elementi di analisi precisi. Ci riferiamo, per esempio, alle risorse economiche che negli anni sono andate alle imprese che hanno determinato una crescita complessiva del valore aggiunto del nostro settore. Ma, dal 2007 al 2020, registriamo che il costo del lavoro è assolutamente invariato. Quello che si evince è che la ricchezza si è creata ma non è stata redistribuita”.

Per questo si lavora al rinnovo del contratto. “Si possono dare risposte anche a criticità che il Covid ha fatto emergere – prosegue Oreggia –. Per esempio come rilanciare il mercato interno, e non solo l’export, perché l’emergenza sanitaria ci ha dimostrato i limiti di questa politica. Quindi rinnovare il contratto nazionale con caratteristiche qualitative, sia dal punto di vista delle condizioni di lavoro sia di quelle economiche, significa aiutare i giovani a costruirsi un futuro migliore e garantire, al comtempo, una prospettiva all’intero Paese”.

 

 

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