Flc, nota di aggiornamento del Def 2018: il cambiamento non c’è al pari delle risorse per i contratti

Posted: 8 Ottobre 2018
Categoria Federazioni di categoria , FLC , News

La nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 delinea un quadro di intervento che prevede un aumento degli investimenti pubblici rispetto allo scenario tendenziale con risorse aggiuntive pari a 0.2 punti di Pil nel 2019 a crescere oltre lo 0.3 nel 2020. Il documento indica che tale programma corrisponderà ad un investimento complessivo delll’1.9 per cento nel 2019 e del 2.3 nel 2021. Si tratta dunque di uno scenario di finanza pubblica inedito rispetto al trend degli ultimi dieci anni, nel quale l’obiettivo di riduzione del rapporto debito/Pil viene perseguito togliendo priorità alla riduzione del debito e promuovendo un aumento di spesa per investimenti orientati alla crescita del Pil nominale.

Difficile valutare oggi se la manovra tracciata nel Def 2018 sia effettivamente in grado di promuovere una crescita dell’economia e dell’occupazione tale da generare le ottimistiche previsioni di crescita indicate dal Governo pari al 1.5 percento nel 2019, 1.6 nel 2020 e 1.4 nel 2021.

Guardando nello specifico gli interventi nei settori della conoscenza la nota di aggiornamento del DEF licenziato dal Governo non prevede non solo nella prossima legge di bilancio del 2019 ma anche per il prossimo triennio nuove risorse.

Un arrampicarsi sugli specchi per dire che, se si potrà, si interverrà su questo o quel segmento ma senza alcuna spesa. La ormai famosa locuzione che imperversa nei documenti ministeriali, “nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente”, viene ripetuta ossessivamente ad ogni manifestazione di buoni propositi: per incrementare l’inclusione, per aumentare il tempo pieno e prolungato nelle scuole, il diritto allo studio, la crescita professionale del personale e così via.

Ciò che è certo per i settori della conoscenza è che il così detto “Governo del cambiamento” non sembra essere intenzionato a invertire il trend del sottofinanziamento di Scuola, Università, Ricerca e Afam.

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