CGIL CISL e UIL Lecco
COMUNICATO STAMPA
Lecco, 20 luglio 2026
Difesa dei valori antifascisti e del diritto al dissenso democratico: no alle sanzioni
contro chi contesta l’apologia del fascismo
Le organizzazioni sindacali territoriali di CGIL, CISL e UIL Lecco, in linea con quanto
espresso recentemente dall’ANPI di Lecco, intendono ribadire con forza la propria
posizione riguardo ai fatti avvenuti lo scorso 27 aprile 2026 nella nostra città.
Riteniamo inaccettabile che nel nostro territorio possano essere autorizzate iniziative che
si configurano come raduni nostalgici di un ventennio di dittatura. Tali manifestazioni
non sono semplici espressioni di opinione, ma rappresentano una vera e propria
apologia del fascismo, basata su una lettura revisionista e fuorviante della storia che
nulla ha a che fare con la realtà dei fatti.
È doveroso ricordare che il nostro Paese e la nostra democrazia affondano le proprie
radici nella lotta di Liberazione e in una Costituzione rigorosamente antifascista.
La sensibilità antifascista della cittadinanza lecchese è profonda e radicata, testimoniata
dal tragico e fondamentale contributo della popolazione durante il periodo 1943-45,
onorato dalla Medaglia d’Argento al Valor Militare apposta sul gonfalone cittadino.
Pertanto, contestare tali raduni rientra pienamente nell’esercizio della vita
democratica. Opporsi al tentativo di riabilitare simboli e ideologie del passato è un atto
di responsabilità civile volto a osteggiare un revisionismo storico pericoloso. In una
democrazia nata dalla Resistenza, la partecipazione dei cittadini e l’espressione del
dissenso non possono essere limitate al solo momento del voto, ma devono poter vivere
attraverso una partecipazione attiva e associata.
CGIL, CISL e UIL Lecco esprimono la massima solidarietà a ogni uomo e donna che, il
27 aprile, ha manifestato in maniera pacifica, spontanea e non violenta la propria
contrarietà a celebrazioni di carattere nostalgico. Tali cittadini non possono e non devono
essere condannati o colpiti da pesanti sanzioni economiche, che rischiano di trasformarsi
in una vera e propria “tassa sul diritto di manifestare”, scoraggiando la partecipazione
democratica e alimentando un clima di contrapposizione tra istituzioni e cittadinanza.
Chiediamo pertanto con fermezza che non venga intrapresa alcuna azione
sanzionatoria nei confronti dei manifestanti pacifici e che le autorità competenti
provvedano alla revisione dei provvedimenti già adottati. La difesa della Costituzione e
dei suoi valori originari deve restare la priorità assoluta per la tutela della nostra
convivenza civile.
Le Segreterie Territoriali di CGIL, CISL e UIL Lecco