"In Treno per la Memoria". Il diario del viaggio ad Auschwitz

Posted: 15 Aprile 2019
Categoria Iniziative

28 MARZO 2019

Ritrovo alla stazione centrale, binario 21. Molta gente, siamo in tanti, gli studenti con i loro insegnanti sono la maggior parte. Il treno è molto lungo, ma si respira un’aria di condivisione di un appuntamento importante da non mancare e l’organizzazione dei “ragazzi del sindacato” ci permette di salire con un certo ordine e di partire in orario alle 13,30, come previsto.

Lentamente ma con regolarità il treno prende la sua rincorsa, fa una tappa a Brescia per caricare altri studenti e a Verona aggancia un’altra locomotiva per salire il Brennero. Si riparte, vado a bere un caffè nella carrozza bar e mi fermo nella carrozza dibattiti/libreria. Prendo un libro di Lia Levi “Questa sera è già domani”. Torno nel mio vagone, guardo dal finestrino il paesaggio che scorre lentamente ma inesorabilmente, leggo, chiacchiero. Il tempo è molto bello, fa caldo.

Ceniamo, lentamente si fa sera, diventa buio, ci si prepara per la notte, i letti sono le panche ricoperte, la mia schiena un po’ soffre. Si comincia ad avvertire tanta stanchezza, leggo il libro che mi immerge nell’atmosfera e ti chiedi come abbiano potuto affrontare quel viaggio, non ci vuoi credere perché si fatica ad immaginare condizioni mille volte peggiori!

Fino alle 3 riesco a dormicchiare, mi alzo, sgranchisco le gambe e poi di nuovo sdraiati, ancora un po’ di riposo. Alle 7 arriviamo in Polonia dove si cambia locomotiva, si sta fermi un po’ e poi si riprende molto lentamente, il paesaggio è desolato e paludoso.

29 MARZO

Arriviamo a CRACOVIA con mezz’ora di anticipo, alle 11 del 29 aprile.
L’attesa per l’assegnazione delle camere è più lunga del previsto, ma per le 15 siamo tutti pronti per la visita alla città. CRACOVIA: visita al Castello – quartiere ebraico – resti del ghetto (solo un pezzo di muro, che oggi è divenuta quasi una reliquia).

Visita ai luoghi più caratteristici della vita ebraica (qui è stato girato anche il film “Schindler’s List”).

Ripartiamo dal Piazza degli eroi (detta Piazza delle sedie).

Mi inquieta molto sapere che prima del 1945 a Cracovia vivevano 68.000 ebrei, oggi la comunità ebraica conta al massimo 1.000 persone e che 65.000 ebrei sono stati sterminati! La serata è di riposo.

 

30 MARZO

Partenza ore 7,30 per AUSCHWITZ, 60 km da Cracovia e poi visita a BIRKENAU a 3 km. Un’ora di pullman in mezzo ai boschi e a paesaggio agricolo. Arrivo al campo di AUSCHWITZ, gli orrori della follia umana!

La giornata è luminosa e soleggiata che addolcisce la nostra fatica.

La mattinata passa visitando i blocchi del terrore e della desolazione; immaginando come è potuto accadere.

Nel pomeriggio la visita al campo di Birkenau ci riporta nella stessa atmosfera con un paesaggio immenso immerso nel verde di campi sterminati e di boschi. Incredulità, sgomento e paura passano anche sui nostri volti, qualcuno piange, non regge la sensazione di cupa morte che aleggia ovunque!

Ancora oggi si respira aria di morte eterna, è un luogo che non riuscirà mai a cancellare quel vissuto. Difficile è descrivere e trovare le parole per trasmettere cosa si avverte in quei luoghi, tanta tensione! Ansia di morte e di orrori.

Grande incredulità che ciò sia potuto accadere!

Al memoriale ci si ferma per la commemorazione e per depositare doverosamente dei fiori sulle lapidi, qui ognuno di noi può riconciliarsi con il proprio dolore e la propria fatica. È dura! La tristezza oggi ci accompagna e ci lacera, che sia nostra compagna di memoria, per non dimenticare.

 

FA MALE PENSARE AI BAMBINI

 

MURO DELLE FUCILAZIONI

LA MEMORIA CI HA
SCARAVENTATO IN TERRA,
CI HA SGOMENTATI, CI
HA AMMUTOLITI. IL DOLORE
E LA SOFFERENZA IMMAGINATA
CI HANNO TRAVOLTI.
MA TUTTI I GIORNI APRIAMO
IL SACRO RIPOSTIGLIO DELLA
MEMORIA E SPOLVERIAMOLA
CON GRANDE E RISPETTOSA
CURA.

Come può un uomo vedere calpestata, annullata la propria dignità?
I campi hanno annullato completamente qualsiasi umanità.
RESTIAMO UMANI.

Primo Levi scriveva:
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario perché ciò che è accaduto può ritornare; le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le vostre.
AUSCHWITZ è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia”.

 

31 MARZO
Presso il Teatro Novauta (quartiere socialista costruito negli anni 50) i ragazzi delle scuole che ci accompagnano presentano i loro lavori sul tema dell’Olocausto. Hanno preparato e rappresentato lavori tutti diversi, intensi, chi ha fatto un lavoro di ricostruzione storica, chi ha preparato un pezzo teatrale, chi ha suonato musica, chi ha portato testimonianze di ex deportati, chi ha raccontato pezzi di vita di quegli anni dolorosi e bui.

Ma tutti i ragazzi sono stati attenti, tutti molto preparati e spero emozionati, mi è piaciuta la loro performance e la loro attenzione. Il pranzo e la visita sulla bellissima Piazza di Cracovia ci ritemprano, alle ore 17,00 si riparte con il treno per il rientro.

Ancora lunghe ore di treno, ore di ripensamenti, di domande, di pensieri, finisco il libro che ho preso dal vagone libreria e lo riporto alle ragazze, bello vederle impegnate che si raccontano cosa hanno vissuto in questo viaggio, spero guardino al futuro con uno sguardo anche su questo passato, per non dimenticare e costruire il loro mondo migliore.

 

Ausilia Fumagalli
Spi Cgil Lecco

 

 

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